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L'occidente e le stagioni di rabbia

 

di Antonio Polito

 

La politica e la rivolta: lira funesta che agita le democrazie  un sentimento manicheo, senza sfumature e che ignora la complessit

 

 

Bisogna risalire al pi veloce Achille e allIliade per capire ci che sta accadendo oggi in Francia, ci che vi accadde nel 2005, quando i No nel referendum seppellirono la Costituzione europea, e pochi mesi dopo con i roghi e le rivolte delle banlieues, e nel 2021 con i Gilets jaunes. Ma anche per capire i ventanni di rabbia che scuotono lOccidente dallinizio del secolo, dal movimento No Global al Vaffa day, da Occupy Wall Street al BlackLivesMatter, alla Brexit e allassalto al Campidoglio.

La suggestione contenuta nel breve ma illuminante libretto di uno scienziato della politica (Carlo Invernizzi-Accetti, Ventanni di rabbia Come il risentimento ha preso il posto della politica). La novit della sua analisi sta nel riconoscere alla rabbia un valore etico-politico, nonostante che la nostra cultura la condanni come un sentimento irrazionale, allinterno della pi vasta critica delle emozioni che ci hanno lasciato in retaggio la morale stoica e il razionalismo. Per Seneca la rabbia era una brevis insania, per il medico Galeno un eccesso di calore provocato da accumulo di sangue nel cuore, per il cristianesimo lira uno dei vizi capitali, per la morale borghese nemica degli affari e della prosperit. Com allora che, nonostante livelli di benessere materiale e di libert individuale senza precedenti, da ventanni i popoli in Occidente sono cos arrabbiati?

Qui torna utile Achille. E s, perch prima della polis e della politica, la rabbia delleroe greco appariva a Omero un fatto non solo naturale ma per certi aspetti perfino nobile, al punto da essere il motore della storia. Per Aristotele piuttosto lincapacit di provare rabbia a rappresentare un segno di servilit, perch bisogna saper reagire al sopruso. E infatti due volte nel poema Achille si ribella, con quella che Vincenzo Monti, nella sua traduzione classica, chiama lira funesta. La prima quando Agamennone gli sottrae la schiava Briseide; la seconda quando Ettore uccide lamico Patroclo. In entrambi i casi Achille non si arrabbia tanto per il danno subito: avrebbe potuto avere in cambio qualsiasi altra schiava, e lamico era morto nel modo per lui pi onorevole, in battaglia. Achille se la prende, e con la sua reazione cambia entrambe le volte le sorti della guerra, per loffesa arrecatagli, per il mancato riconoscimento del suo status, per lumiliazione del declassamento subita da parte di Agamennone, che lo tratta come uno straniero qualunque (parole sue), e da parte di Ettore, che ha ucciso Patroclo mentre questi indossava le armi di Achille, ingenerando cos un dubbio sulla sua fama di invincibile.

Questa stessa forma di umiliazione da mancato riconoscimento, da declassamento, forse anche allorigine della rabbia popolare verso lestablishment e la globalizzazione (gli angry white men). La ribellione, in piazza o nelle urne, non solo, e forse non neanche tanto, motivata da ragioni economiche, ma nasce da uno choc culturale: dalla sensazione di essere diventati invisibili, dimenticati come i forgotten men di cui si fa alfiere Trump, considerati deplorables e sfigati dalle lite. Per questo si sentono losers, i perdenti della globalizzazione, come nella metafora del filosofo Peter Sloterdijk. E per questo i loro paladini fanno cos spesso riferimento a concetti di valore e dignit: uno vale uno, America first, prima gli italiani, BlackLivesMatter, tutte formule che chiedono un riconoscimento, manifestano un bisogno di attenzione.

Ci sono anche altre conseguenze del paragone con lira funesta. Per esempio: che la rabbia una molla allazione, perci produttiva. Che mira a ottenere vendetta, ad annullare il torto subito, e dunque esprime unenergia negativa, perch vuole cancellare ci che lha provocata. Che cerca una vendetta appariscente, un atto dimostrativo che sia spettacolare. per questo anche fine a s stessa, trova cio in s la propria soddisfazione. un sentimento manicheo: non tollera i grigi, non sensibile alla complessit e alle sfumature. Denuncia per anche la fragilit di chi la prova: chi non sicuro del proprio status pi toccato dalle ingiurie proprio perch ha paura che abbiano colto nel segno. E infine ma questo lo avevamo capito gi, dopo il declino del populismo di sinistra che ha lasciato sul campo solo quello di destra   un sentimento conservatore: non mira a cambiare lordine delle cose ma a ristabilire quello precedente, percepito come violato.

Ora che ne sappiamo di pi, sappiamo anche come lenire questa rabbia? Ovviamente no. Una cosa capire, unaltra guarire. Per sappiamo che lira funesta infiniti addusse lutti agli Achei, e potrebbe fare lo stesso con gli Europei. E sappiamo anche che le due ricette fin qui sperimentate, la tecnocrazia e il populismo, non hanno funzionato. La prima perch non basta il buon governo a rendere pi accettabile il mancato riconoscimento; il secondo perch concentra il potere nelle mani di nuove lite e di capi carismatici, che illudono gli arrabbiati di mettere fine alla loro esclusione ma presto li deludono.

La soluzione secondo Carlo Invernizzi-Accetti, autore di questa analisi, starebbe nel dare risposta alla forte domanda di partecipazione politica che proprio questa rabbia popolare mostra, e che invece non riesce a uscire dalla bolla dei social nei quali si riproduce e si moltiplica. Una ripresa della mediazione politica, in forme nuove. Ma questo un altro discorso, e si vedr.

 

(da www.corriere.it 4 luglio 2024)

 

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