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Breve commento

In un articolo pubblicato su questo sito all'inizio di giugno, ho dichiarato la mia scelta per la lista Stati Uniti d'Europa, invitando altresì a votarla. Ho esposto, se pur in sintesi, i motivi di questa opzione, che non serve ormai riassumere, ma che confermo giacché, a mio modo di vedere, la sconfitta elettorale niente toglie alla loro attualità e validità.
Pur non essendo io facile alle illusioni, tanto nella vita quanto nella politica, sinceramente pensavo che la soglia per mandare qualche parlamentare in Europa sarebbe - magari di poco - stata raggiunta.
Naturalmente avevo piena consapevolezza dei rischi insiti nella divisione dello spazio politico centrista, dovuti, come tutti sanno, alla inconciliabilità fra due devastanti protagonismi: quello di Matteo Renzi e quello di Carlo Calenda.
Inconciliabilità che sinora ha impedito la creazione di un vero polo liberal-riformista di cui, penso, l'elettorato avvertirebbe il bisogno. Ma dovrebbe essere un vero progetto politico, e non una aggregazione i cui destini sono dettati dagli sbalzi umorali dei due "capponi di manzoniana memoria".
Il risultato di queste elezioni credo sia di diamantina chiarezza: se il progetto di un polo centrista non verrà sottratto ai protagonismi di chi sinora ne ha impedita la crescita, esso non potrà avere futuro.
Dico ciò anche sapendo che forte è questa consapevolezza fra coloro che credono nel progetto; e in questi giorni ho avuto modo di incontrarne parecchi...
Sarebbe necessario un "federatore", capace di unire tutte le forze disponibili. Al momento non se ne vede il profilo, ma i tornanti della storia sono imperscrutabili, e di tanto in tanto riservano qualche piacevole sorpresa.
Al momento direi che non sussistono elementi capaci di autorizzare realistici ottimismi. Ma chissà: speriamo che qualcosa possa muoversi prima che sia troppo tardi!!!

Paolo Razzuoli

Risultati elezioni, disastro lista Stati Uniti d’Europa e sconfitta per Renzi: “È andata male, pesa la folle rottura del Terzo Polo”

di Redazione de Il Riformista

Alle elezioni europee ci sono, tra le altre, due grandi liste sconfitte: Stati Uniti d’Europa di Matteo Renzi ed Emma Bonino, e Azione di Carlo Calenda. Entrambe le formazioni centriste e liberali non hanno raggiunto la soglia dello sbarramento del 4%, non eleggendo nessuno al Parlamento europeo. Una debacle elettorale per i partiti italiani del gruppo Renew Europe. Se Calenda ha provato ad andare da solo, Renzi e Bonino si sono uniti per cercare di cavarsela, invano.

Risultati elezioni, disastro Stati Uniti d’Europa, il commento di Renzi

Alle 4 di notte arriva il commento di Matteo Renzi che annuncia la sconfitta: “Niente, è andata male. Purtroppo la lista Stati Uniti d’Europa è rimasta fuori per pochissimo dal Parlamento Europeo. Mi spiace molto e vorrei abbracciare i volontari che si sono spesi per questa idea: siete stati meravigliosi. La gratuità del vostro servizio allarga il cuore. Vorrei abbracciare uno a uno le migliaia di persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda: sono davvero onorato di rappresentare comunque la speranza di tante persone anche se avrei preferito qualche voto in più alla lista”.

Stati Uniti d’Europa, Renzi parla di Bonino e Calenda

Il leader di Italia Viva ha parlato delle alleanze: “Sono grato a Emma Bonino e a tutti i dirigenti politici che ci hanno creduto. Ma la politica è una grande scuola di vita anche quando non si vince. E dunque non riesco a essere triste cari amici. Perché sono molto convinto che fosse giusto fare questa proposta, in questo momento: al mondo impazzito di oggi servono gli Stati Uniti d’Europa ed è stato bello affermare le ragioni di un sogno controcorrente. Abbiamo lottato, abbiamo espresso idee nelle quali crediamo, ci siamo messi in gioco. Non abbiamo fatto il quorum, che peccato. Ma non smetteremo oggi di lottare per questa idea di Europa, l’unica nella quale l’Italia può giocare un ruolo da protagonista. Troveremo i modi per insistere sulla battaglia culturale e valoriale per un’Europa diversa. Sul risultato italiano pesa l’assurda rottura del Terzo Polo: potevamo avere sette parlamentari europei riformisti, insieme. E invece sono zero. Che follia”.

“Ma i cittadini hanno scelto e i cittadini hanno sempre ragione: auguro agli eletti di onorare l’impegno a Strasburgo facendo loro i complimenti più sinceri. Noi, dal Parlamento italiano e dai nostri ruoli di responsabilità, continueremo a fare la nostra parte col sorriso di chi sa che è meglio rischiare e perdere un’elezione che vivacchiare e perdere una sfida. Siamo fatti così – noi uomini nell’arena, avrebbe detto Roosevelt – e non cambieremo mai, per nulla al mondo. Viva gli Stati Uniti d’Europa! Buona notte, cari amici” ha concluso Renzi.

(da Il Riformista - 10 giugno 2024)

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