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COLLOQUIO SEMISERIO TRA STATUE DI PIAZZE LUCCHESI

 

Di L.M.L.

 

M.L.: Maria Luisa di Borbone

P.:  la “Pupporona”

G.P. :Giacomo Puccini

F.G.: Francesco Xaverio Geminiani

A.C.: Alfredo Catalani

 

Come, tra gli altri, anche il grande Giacomo Leopardi ci insegna, esiste un “anno grande e matematico” allo scoccare del quale le mummie, gli zombi, gli ectoplasmi, insomma, chi è passato , si spera, a miglior vita riacquista per alcune ore la facoltà di parlare: pare che anche le statue condividano il singolare privilegio, solo che per esse non si tratta di riacquisto, ma di possibilità inedita di dialogare tra loro.

Essendo Lucca città bella e parsimoniosa, quasi restia ad esibire le proprie glorie, ne consegue che le statue in piazze e piazzette sono scarse di numero, ma non di importanza per chi e per ciò che raffigurano e rappresentano.

Orbene, in uno dei rarissimi anni grandi e matematici, alcune tra le personalità immortalate nel marmo (ma, si badi bene, solo quelle situate in spazi aperti) si sono, per così dire, svegliate ed hanno potuto condividere, gridando da una piazza all’altra (tanto i mortali non possono sentire le loro voci) sensazioni, impressioni, emozioni provocate dai ricordi del loro passato e da quanto quotidianamente sentono e vedono dall’alto dei loro piedistalli

M.L.: meno male che il covid ha levato di giro un po’ di ciurma, tutti quei ragazzotti maleducati, malvestiti, beceri mi avevano proprio stufato!

F.G.: proprio voi discorrete di beceri e malvestiti? Non vi vergognate per quel ragazzetto nudo sul piedistallo con voi?

M.L.: Oh, chi si sente, la matricola, state zitto che prima che mettessero la vostra statua in piazza Guidiccioni la maggioranza dei cittadini lucchesi neanche vi conosceva!

F.G.: per forza, ho lavorato soprattutto in Irlanda!

G.P.: se è per questo, nemmeno io ho vissuto molto a Lucca, però me mi conoscono tutti, lucchesi e non! E poi, parlando di nudità, dirò che a me non dà fastidio, specie se si tratta di una bella donna!

P.: caro maestro, mi ricordo bene che, da ragazzo, quando venivate a prendere l’acqua alla mia fontana, con gli occhi mi divoravate!

G.P.: cara Naiade, il vostro era l’unico nudo accessibile ai nostri occhi di adolescenti, avevano voglia, le madri, di coprirci gli occhi quando si passava dalla vostra fontana!

A.C..: il Maestro non si smentisce mai! Ma a lui tutto è perdonato: ha fatto vibrare corpi ed anime in tutto il mondo, i corpi  (di belle donne) di persona, le anime con la sua musica; ohimè, è molto  più popolare di me!

F.G.: però via, non fo’ per dire, ma anche io quanto a vibrazioni, grazie alla mia musica, ne ho fatte provare

G.P.: si, brividi di freddo, col vento che tira in Irlanda!

P.: presuntuosetto, il maestro! Io taccio, ma, come si diceva, davanti a me tremava non tutta Roma, ma tutta la gioventù lucchese di sesso maschile. Oggi mi potrebbero sistemare in un cortile di oratorio: le ragazzotte che passano dalla piazza sono molto più “spupporate” di me ed anche, se mi è consentito, più sversate, soprattutto quando aprono bocca!

A.C.: anche io sono vissuto lontano da Lucca molti anni, ma ora mi rifaccio del tempo perso: dalla posizione in cui mi trovo, ne vedo di tutti i colori: soggetti più che cinquantenni che corrono lungo le Mura tutti bardati come atleti olimpici con sole, pioggia, vento e neve; evidentemente ansiosi di arrivare al San Luca con un infarto in corso o con gli arti inferiori allegramente lesionati; signore in tuta che, con la scusa della passeggiata salutare, camminano in piccoli gruppi sputtanando con precisione chirurgica amiche e conoscenti; giovinastri chiassosi e rissosi che regolarmente saltano le lezioni e si infrattano nei baluardi con birrino e canna d’ordinanza; per non parlare dei cani che scacazzano ovunque (e questo è naturale) e dei rispettivi padroni che fanno finta di non vedere e tirano di lungo (e questo è malcostume!)

Stavo quasi meglio quando c’era il lockdown o, per parlare come si mangia, il confinamento!

M.L.: brutti tempi, ma, almeno per me, non poi così brutti! Quel marpione che organizza i concerti e mi voleva spostare dalla piazza per far posto agli spettatori paganti si è levato dai corbelli e spero che in futuro prenda in considerazione altre location (per usare un’eleganza moderna). Io sono qui più o meno dagli anni in cui hanno visto la luce alcune delle sue star più osannate e se mi girano vedrai come uso bene l’asta che reggo!

A.C. : Duchessa, ma come parlate? Avete imparato dagli imberbi che stazionano (o, meglio, stazionavano) sotto il vostro piedistallo? Una nobile dama come voi non dovrebbe esprimersi in tale modo!

G.P.: sempre forbito, il maestro Catalani! Alfredo, goditi un po’ la vista (e il tatto) delle ragazzotte che ti abbrancano nel tuo monumento! Anche se non sono di ciccia, un po’ di prurito nelle mani te lo dovrebbero far venire! Come ha scritto per te il poeta,  “…cantano ancora le corde/ tocche da dita/ che i nostri occhi non vedono più.” E usale, quelle dita!

F.G.: Sempre delicato,  sor Giacomo! Ma voi non riuscite proprio a pensare ad altro?

P.: Ci riesce, ci riesce: quando da ragazzo suonava il pianoforte, dalla casa di corte San Lorenzo le note arrivavano fino alla mia fontana e mi facevano battere il cuore, benchè di marmo; poi, via, è anche sempre stato belloccio, per forza l’Elvira era gelosa marcia!

F.G.: gente, sento i rintocchi della Tor dell’ore che suonano l’ora sesta, è tempo di tornare ad essere seri ed osservare in silenzio l’infinito scorrere delle stagioni e delle generazioni

G.P.: si, ognuna con le sue bellezze e, per quanto riguarda gli umani, inenarrabili e sempre nuove corbellerie!

 

Lucca, 28 febbraio 2021

 

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