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Al di l di alcune valutazioni politiche molto graffianti, la focalizzazione che Federico Bini fa sul senso di responsabilit collettivo mi sembra assolutamente significativo. UN valore che risulta ancor pi pregnante laddove si tenga presente che questo richiamo proviene da un giovane.

Paolo Razzuoli

 

Il tempo della responsabilit

 

Di Federico Bini

 

Ogni momento di difficolt occasione comunque utile per riflettere su chi siamo, su dove stiamo andando e su dove potremo andare in futuro.

 

Proprio in questi giorni mi tornava alla mente una frase di Aldo Moro, lItalia un paese dalla passionalit intensa e dalle strutture fragili.

 

Certamente, dal dopoguerra ad oggi, di sfide il paese ne ha vissute tante: penso alla ricostruzione, al terrorismo, ai terremoti, a Mani pulite, al crollo della Lira e alla recente crisi economica iniziata nel 2007.

 

Per questo ritengo che il paese sia pronto ad affrontare lattuale emergenza sanitaria, con le sue istituzioni e strutture fragili, ma altrettanto non lo sia la popolazione.

 

Lepoca in cui viviamo nel suo complesso e con le sue difficolt fatta di benessere, viaggi low cost, di Booking e smartphone che mal si conciliano con la richiesta di sacrifici e restrizioni.

 

La generazione dei nostri nonni, consapevole delle sofferenze della guerra e della ricostruzione, non si mai tirata indietro dinanzi alla responsabilit e al sacrificio, mentre le nuove generazioni non sono pronte a tutto questo.

 

La chiusura delle scuole, un atto estremo di grande rilevanza nazionale occasione per andare a giro e non studiare, i locali e la movida in gran parte del paese vivono in una bolla come se non stesse succedendo niente, a Roma alcuni centri commerciali sono strapieni di gente come se si fosse alla vigiglia di Natale, eppure la realt ben diversa. Il paese non sta attraversando una vacanza ma una delle pi difficili crisi dal dopoguerra con risvolti ancora incerti.

 

Ci non significa che il paese debba allarmarsi e rinchiudersi in casa, ma certamente modificare per il momento i propri stili di vita, prima ancora che ce lo imponga il governo.

 

Lappello che ha fatto il Presidente della Repubblica mira in questa direzione, ovvero serve responsabilit e collaborazione da parte di tutti i cittadini italiani per evitare che il virus contagi tutto il paese cos da generare un collasso sanitario, sociale ed economico.

 

Le nuove generazioni, quelle che fra qualche anno avranno la gestione del paese sono pertanto chiamate ad un grande atto di responsabilit e amor patrio che sempre meno diffuso tra i giovani.

 

Una responsabilit che a tempo debito dovr investire anche il governo della nazione, responsabile politico nellaver sottovalutato la situazione nel momento iniziale che poi quello pi delicato.

 

La sinistra italiana che compone lesecutivo la grande imputata e dovr chiedere scusa al paese per aver ancora una volta messo a rischio la sicurezza dellItalia.

 

Nicola Zingaretti, il segretario del PD che adesso in isolamento e a cui vanno i migliori auguri, qualche settimana fa faceva il simpaticone andando a Milano a fare aperitivi e mangiare pizze con slogan del tipo Milano non si ferma. Una mossa irresponsabile e gravissima da chi dovrebbe dare il buon esempio.

 

Ma ancor pi grave come la sinistra ha affrontato la situazione con la solita ideologizzazione che contamina ogni loro mossa: la quarantena iniziale non era un atto razzista o xenofobo ma la scelta migliore per contenere a livello nazionale ed europeo il virus. Certo, ci non significava debellarlo in via definitiva, ma quantomeno attuare politiche di difesa e prevenzione. Invece hanno continuato a raccontare al paese che era una semplice influenza e tutto era sotto controllo.

 

In conclusione ci che emerge da questa drammatica vicenda che mentre il paese viaggiava a rilento sul treno della grande globalizzazione mondiale i tagli alla sanit aumentavano, il sistema sanitario italiano che continua ad essere una eccellenza vedeva diminuire posti letto, medici e infermieri, per in alcuni casi si costruivano ospedali fatiscenti e milionari senza adeguato personale e macchinari.

 

Non un caso che siamo famosi per le grandi cattedrali del deserto, edificate da Nord a Sud, senza esclusione di colpe e responsabilit della classe politica e amministrativa.

 

La lezione serva anche per aumentare gli investimenti nel settore della ricerca indispensabile per migliorare le nostre vite e continuare ad avere speranza in un paese e in mondo molto pi fragile e indifeso di quello che si possa pensare o percepire.

 

 

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